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Forse non tutti sanno che la Patrona di Santa Croce sull’Arno, la Beata Cristiana, al secolo Oringa Menabuoi è nata tra il 1237 e il 1240 in una casa in Via dei Menabuoi 36 nel comune di Fucecchio. L’edificio in questione è quello che sulla mappa è evidenziato con il cerchio rosso. Si noti il confine comunale tratteggiato: la casa si trova nel territorio di Fucecchio e riporta anche un dipinto sulla facciata per commemorate la religiosa (imm.1).

Al tempo il comune di Santa Croce era ancora ad un livello embrionale e più che di un comune si potrebbe parlare di un’ unione tra 4 chiese, San Vito, San Tommaso, Sant’Andrea e San Donato in Mugnana, nessuna delle quali era abilitata a battezzare.

Oringa-Cristiana apparteneva alla chiesa di San Vito.

La chiesa di San Vito era sotto la giurisdizione della Pieve di Cappiano, la chiesa matrice provvista di fonte battesimale.

Negli anni in cui nacque Oringa si cominciò anche a battezzare nelle chiese minori. E’ possibile che la futura Santa sia stata battezzata nella Chiesa di San Vito, ma pur sempre con acqua benedetta proveniente dalla Pieve di Cappiano.

Il tema è fumoso, i confini specialmente al tempo erano sfuggevoli, ma oggi sono ben chiari nella mappa che allego.

I santacrocesi sono soliti collocare il luogo natale di S. Cristiana lì dove è posta la marginina che la rappresenta, ossia all’angolo tra Via dei Garibaldini e Via Del Bosco, ma chi ha letto la sua storia noterà che via dei Menabuoi ha molti più riscontri storici a partire dal nome della strada, dalla stretta vicinanza che il Canale Usciana. Via Menabuoi però si trova a cavallo tra due Comuni (Santa Croce sull’Arno e Fucecchio) oltre che tra due provincie (Pisa e Firenze).

Una fucecchiese dunque questa eroina medievale, che sente però appartenenza a Santa Croce nonostante le ricordi un’infanzia di dolore, solitudine e miseria. E’ il cammino dell’eroe che non sceglie mai la strada più facile, ma quella più giusta. Dopo la sofferenza per la morte della madre e l’insolenza dei fratelli che per miseria la volevano sposa di un ricco possidente, Oringa sceglie di fare un salto nel vuoto e la divina provvidenza le tende la mano. Riesce a fuggire attraversando il Canale Usciana alla volta di Lucca e dopo anni di consapevole esilio torna a Santa Croce sull’Arno per fondare il suo Monastero, un luogo dove donne, con altre visioni, potessero aver un’alternativa di vita che non fosse solo essere schiava dell’uomo, ma istruirsi e vivere la vita della città in modo attivo e concreto, aiutando la popolazione affamata, promuovendo la pace in ogni occasione e cercando di sensibilizzare i governanti a non combattere. Scegliendo sempre la via della diplomazia e dell’esempio.

Una vita cresciuta al margine dunque, lontana dai centri abitati, in uno spazio naturale e senza tempo, ha permesso a questa nobile creatura di apprendere i misteri più alti dell’Universo per poi restituirci un mondo nuovo.

Fin dalla nascita Oringa ci insegna che i confini ce li abbiamo nella testa e non si deve mai perdere la speranza perché se riusciamo ad andare oltre quello che conosciamo, con fiducia, le stelle fanno il tifo per noi.

Alla fine poco importa dove tu sia nata piccola grande donna, l’importante è che tu sia ricordata e che tu possa essere motivo d’ispirazione per le generazioni future che non debbano più definirsi come appartenenti di Fucecchio o Santa Croce, ma che costruiscano insieme la Via per uscire da i nostri confini mentali.

Fonti:

Anonimo “Vita della Beata Cristiana” traduzione di Tommaso Cardini – Ed.TGA San Miniato

Giorgio Papàsogli “Uno core et anima in Dio” Ed. Ancora Milano

Alberto Malvolti “Santa Cristiana e il Castello di Santa Croce tra Medioevo e prima Età moderna” Pacini Editore SPA

 

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L’autunno in Toscana esplode di eventi e di certo non poteva mancare una domenica all’insegna della Natura. Stanchi di passare i fine settimana al centro commerciale? Il dottore ha ordinato lunghe passeggiate? Siete curiosi di sapere cosa c’è alla fine di quella strada sterrata, ma farla da soli vi preoccupa? Volete portare i bambini in luoghi sicuri dal traffico e lontani dalle tentazioni della vita moderna? Allora è il momento di infilare le scarpe da trekking e aggregarvi alle passeggiate nel bosco organizzate dal Consorzio Forestale delle Cerbaie in collaborazione con i Comuni di Santa Croce sull’Arno e Castelfranco di Sotto all’interno della splendida Riserva di Montefalcone. Il percorso ad anello parte dalle 9 del mattino fino alle 4 del pomeriggio con una breve pausa pranzo con degustazione di prodotti tipici della zona. Un’intera giornata alla ricerca delle proprie origini, per scoprire che l’essenziale è invisibile agli occhi. Per respirare davvero un’aria diversa e portare a casa un’esperienza che cambierà di sicuro la vostra visione della vita. Sono viaggi che danno dipendenza, poi non dite che non vi avevo avvertito!

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La Toscana è una terra che non finisce mai di stupirti. In ogni stagione ti sorprende sempre. Normalmente si pensa all’autunno è una stagione cupa e grigia. Non in Toscana, a partire dai meravigliosi colori delle nostre colline che in questa stagione, oltre al loro consueto verde lussureggiante, prendono anche tutte le sfumature del giallo, del rosso e del marrone. Autunno in Toscana significa vino, olio, castagne, funghi. Una grande varietà di prodotti alimentari d’eccellenza.

San Miniato a circa 5 km da CasaLina & Casalfredo dedica al Tartufo tutto un mese di eventi. Arroccata sulla sua collina, dominata dalla Torre di Federico II di Svevia, Imperatore del Sacro Romano Impero nel XIII secolo, San Miniato è un borgo medievale di notevole rilevanza sul territorio. Il centro storico del paese ha un’affluenza costante di turismo durante tutto l’anno, anche grazie al fatto che si trova sul tracciato dell’antica Via Francigena, ancor più in autunno durante i week end dedicati alle sagre e alla Mostra Mercato del raro Tartufo Bianco delle Colline Sanminiatesi (Tuber Magnum Pico, questo è il suo nome scientifico). Da 47 anni San Miniato offre ai suoi visitatori di scoprire insieme a lei i misteriosi frutti della terra. La ricerca del tartufo è una tradizione che affonda le sue origini nella notte dei tempi. Da sempre i tartufai di San Miniato escono la notte, accompagnati dai loro cani per esplorare il bosco e riuscire a scovare il prezioso tubero. Un’inevitabile vocazione Slow quindi della di questo territorio, che vi invito a visitare, ma soprattutto ad assaggiare.

Quando vi parlo si è già aperta a San Miniato la stagione Tartufigena.

I prossimi appuntamenti sono:

22-24 settembre – Sagra del Tartufo Bianco e Fungo Porcino – Frazione LA SERRA

30 settembre – 1 ottobre – fiera Mercato Del Tartufo Bianco – Frazione CORRAZZANO

14-15 ottobre – Sagra del Tartufo Bianco e del Fungo – Frazione BALCONEVISI

28-29 ottobre – Sagra del Tartufo – Frazione PONTE A EGOLA

4-5 novembre – Tartufo al Pinocchio – Frazione SAN MINIATO BASSO

11-12, 18-19, 25-26 novembre – 47^ Mostra Mercato del Tartufo Bianco di SAN MINIATO