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Santa Cristiana

3 gennaio 2018 by Federica Ghimenti
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Il 4 gennaio è un giorno importante a Santa Croce sull’Arno. E’ il giorno dedicato alla sua Santa Patrona la beata Cristiana al secolo Oringa Menabuoi.

Oringa… che nome difficile, d’altra parte è nata tra il 1237 ed il 1240 a Santa Croce e in quegli anni, specialmente in queste zone, il Latino era fuso al Longobardo. Come ci spiega l’erudito Giovanni Lami, al quale dobbiamo la maggior parte delle notizie che sia hanno sulla storia di Santa Croce, potrebbe trattarsi di una forma contratta di Auring, dove “Aura” viene da Latino “Oro” e “ing” è la classico vezzeggiativo longobardo o tedesco (Inge è tuttora un nome proprio di persona). Diciamo che oggi si sarebbe chiamata Oretta, Aurea, Sublime, Eccelsa.

I santacrocesi sono particolarmente legati a questa figura forse perché in sé incarna le caratteristiche tipiche delle donne del luogo: coraggiose, intraprendenti, ma con un grande cuore.

Ci voleva coraggio infatti per ribellarsi ai fratelli, unici familiari che le erano rimasti, che nel 1258 la volevano presto maritata ad uno dei loro prescelti. Oringa per questo motivo scappa da Santa Croce, ma deve attraversare il fiume Usciana. Qui avviene il miracolo, tra Ponte a Cappiano e l’odierna località Cerri, grazie alla potenza divina la ragazza attraversa illesa il fiume e fugge lungo la Via Francigena per raggiungere Lucca. Questa storia della separazione delle acque non è nuova…

Ci voleva coraggio per scappare da sola dal suo paese natio e mantenersi da sola al servizio domestico di un certo Signor Cortevecchia Cavaliere Lucchese, nobile di Porcari, dalla vita esemplare. Sono tempi in cui le lotte tra guelfi e ghibellini sterminano intere famiglie e le giunge l’eco delle violenze cui vengono sottoposte pure le sue terre natie.

Con la sua intraprendenza, sotto il richiamo della vocazione e con l’indulgenza e l’indiretto sostegno dei signori di Cortevecchia, Oringa riprende il suo viaggio alla ricerca della sua visione. Ad Assisi riceve un’illuminazione: fondare un Monastero a Santa Croce sull’Arno.

Così nel 1277 Oringa torna nel suo borgo natio dove, insieme ad un gruppo di donne, dà vita ad una comunità religiosa. Gli inizi non furono facili: si stabilisce una collaborazione con l’autorità civica e con il vescovo, con il quale però i rapporti ebbero fasi alterne. Il 31 ottobre 1279 il Consiglio comunale concede una casa in contrada San Nicola. Nel mese di dicembre la delibera e il perfezionamento della donazione.

Oringa però è ricordata soprattutto per il suo grande cuore come. Secondo alcuni aneddoti tramandatici, durante una carestia, Cristiana apre il monastero per permetter alla cittadinanza di sfamarsi con i frutti dell’orto del Convento e un giorno uscì dalla clausura e si presenta al Consiglio degli anziani del Comune scongiurando di evitare la guerra con Fucecchio, ma la ascoltano e le conseguenze portano ad una dolorosa sconfitta.

Raggiunta la soglia dei settant’anni, dopo tre anni di infermità, la beata Cristiana è colpita da una paralisi, afflitta da dolori acuti, ma confortata dalla preghiera. Circondata dalle consorelle, Madre Cristiana morì il 4 gennaio 1310.

Una vita spirituale sì, ma anche avventurosa e fiera, come sono le donne di Santa Croce sull’Arno: schiette e sincere, su di loro puoi sempre contare.

 

Fonti:

http://www.santiebeati.it/dettaglio/36230

Deliciae Eruditorum Seu Veterum Anekdotōn Opusculorum Collectanea  di Giovanni Lami

La miracolsa vita, et morte della gloriosa vergine santa Cristiana di Onorio Martini

Alberto Malvolti “Fucecchio e dintorni – Storie e microstorie tra Medioevo ed età moderna”

CasaLina & CasAlfredo